Laura Storti, Membro AME della SLP e dell’AMP, Presidente della SLP, Roma, dicembre 2023
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Ho sempre pensato che di fronte a tali circostanze sia necessario il silenzio, ma…
Formata dalla e alla psicoanalisi di Sigmund Freud e Jacques Lacan, militante femminista di vecchia data, impegnata da tanti anni nel lavoro di contrasto alla violenza maschile contro le donne, cosa che comprende per me anche l’ascolto di autori di violenza contro le donne e i minori, sento l’esigenza di ribadire la centralità, nel lavoro analitico, di fare emergere la responsabilità soggettiva.
Non si tratta semplicemente di confessare il reato, né di dichiararsi pentito, né di lavorare per la stesura di una lettera di scuse nei confronti del soggetto offeso o dei suoi familiari, né di dichiararsi disponibili a percorsi riabilitativi, lavori socialmente utili o a percorsi psicologici. Per la psicoanalisi tutto questo non è sufficiente.
La psicoanalisi mira ben oltre: all’assunzione di responsabilità in merito a ciò che si pensa, si dice o non si dice, si fa o non si fa, responsabilità che riguarda i propri sogni, i propri desideri e il proprio modo di godere. Si tratta, dunque, di qualcosa di più profondamente radicale, là dove, invece, il fatto di educare, seppure importante, ha dimostrato e dimostra il suo fallimento.
La pulsione non si educa, dice S. Freud, la pulsione è sempre pulsione di morte, risponde J. Lacan.
Allora, che fare? Riprendo una frase della sorella di Giulia: “Se Filippo avesse parlato con qualcuno, un professionista, forse questo non sarebbe accaduto”….
La scommessa sta proprio qui, nella parola. La via della parola chiude l’agire.
Gli uomini non parlano, o poco, di sé. Non parlano di ciò che provano, di ciò che li abita, sempre che abbia senso una generalizzazione, dal momento che ogni soggetto è unico e uniche sono le coordinate simboliche che determinano il suo agire.
Promuoviamo l’uso della parola, non il bla bla che tanto abita il mondo moderno, ma una parola vera che tocchi l’essere, per andare oltre.
Ripristiniamo il concetto di educazione come ex ducere, tirare fuori e non mettere dentro.
Facciamone dei concetti nuovi, o addirittura contrari a quelli che reputiamo sbagliati.
Facciamo in modo che sia possibile ascoltare, e per lo psicoanalista un ascolto non è mai senza interpretazione, interpretazione che è sempre dell’inconscio e non di chi opera.



