Omar Battisti, Membro SLP e AMP, Longiano, 15 gennaio 2024
_____
Sarò retorico e certo anche un po’ melodrammatico. Perché questi toni? È ciò di cui si tratta che mi porta a usare questi registri.
Non posso argomentare, ma sostenere un’urgenza che tocca il malessere o, meglio, il disagio, come lo chiamava Freud, della civiltà odierna.
Chiara Ferragni, Milei, Turetta, Cecchettin, Misha, Vannacci, e la lista si amplia ogni giorno di più.
Ognuno di questi nomi credo possa dire qualcosa a qualcuno. Sono diventati non solo dei nomi propri, nemmeno dei nomi comuni, ma dei segni. Se il fumo è segno che c’è del fumatore ciascun nome è segno che c’è del godimento.
Quale? Ecco la questione. Cosa intendo per godimento? Il fatto che quello che ciascun nome può dire a chi legge fa risuonare delle corde che sono poco razionali, ma molto reali.
Un primo modo per non fermarsi al reale che possono veicolare è di renderli non solo segni ma anche significanti, ovvero associati a qualcosa di preciso per ciascuno. Ad esempio associandoli ad una parola che mettendosi a fianco del nome produce un senso: così un primo esercizio che possiamo fare è quello di affiancare a ciascun nome un’altra parola, ad esempio, rispettivamente: soldi, libertà, carnefice, vittima, Iran, delirio. Associazioni che non stanno nella realtà ma nel modo in cui ciascuno la legge questa realtà. Una lettura che non è mai innocente. Nessuna lettura può mai esserlo infatti si fa sempre da un punto di vista personale o, meglio, da un modo di godere proprio a ciascuno.
La lettura tratta quel modo di godere, vi risponde proprio per renderlo più sopportabile, dato che del modo con cui ciascuno trae una soddisfazione nella propria esistenza non se ne vuole sapere niente.
Non volerne sapere: ecco una delle questioni che circola nel mondo immondo di oggi. Il mercato ha reso il bisogno la sola cosa che può essere presa in conto; il desiderio, che non è un campo di fiori e nemmeno stare sopra un albero… ma uno spazio di incidenza, come Gaber diceva della libertà. Incidere dove? Su quella parte della propria esistenza comandata da dei oscuri che spingono verso la distruzione.
Joyce ha fatto della sua insopportabile vita di esiliato e uomo parassitato dal linguaggio il fulcro della sua arte, ha rivoluzionato e sovvertito la letteratura del Novecento. Il suo nome è sintomo, Lacan a questo proposito si avvale della scrittura antica sinthomo, di un modo di fare letteratura a cui non è facile essere indifferente, per chi scrive e anche per chi non scrive e non vuole saperne della scrittura.
Partendo proprio dal suo insopportabile, da ciò che più gli rendeva la vita un inferno, Joyce ha inventato un modo di arrangiarsi con quell’inferno che lo ha spinto a farsi un nome senza pari.
Quella serie di nomi, non sono emblematici di qualcosa che tocca ciascuno: la fatica quotidiana di dar nome alla propria esistenza? Non si tratta del senso della propria vita, ma del nome dato alla soddisfazione propria che ciascuno trae dalla propria esistenza, al di là del bene e del male, e che rende la vita degna di essere vissuta. Oppure, se il non volerne sapere prende le redini e non ha limiti, porta alla distruzione nell’anonimato più assoluto.
Quanta vita è vissuta senza nome? Nell’anonimato. Il peso che viene dato a ciascuno di quei nomi non può essere un modo per fare da contrappunto al non volerne sapere dell’anonimato in cui è vissuta la propria vita?
Non tutta la vita può essere sottomessa ad un nome che la rende unica, c’è qualcosa che sfugge e affonda le sue radici in quel che Joyce ha elevato, ad arte, a sinthomo. Ma se non si fanno i conti con quel che della propria vita è sottomesso ad un nome di godimento, tutta la vita si riduce a mera sopravvivenza. Quel nome di godimento è proprio a ciascuno ma ci vuole coraggio per farci i conti… oppure della violenza senza nome deborda aggrappandosi a dei nomi propri presi dove capita che si rendono segno di un rigetto… di un “disabbonamento”1 al proprio inconscio.
______
[1] Cfr. J. Lacan, Il seminario. Libro XXIII. Il sinthomo, Astrolabio, Roma, 2006.



