“Davanti al folle, davanti al delirante,
non dimenticare che sei, o che sei stato, analizzante
e che anche tu parlavi di quello che non esiste”
J.-A. Miller, “Clinica ironica”, p. 218
Ci siamo quasi!
Fra due settimane si aprirà il XIV Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi – che si terrà dal 22 al 25 febbraio, dalle 14.00 alle 18.00 – a cui siamo tutti convocati. Il tema del Congresso, lanciato da Jacques-Alain Miller ormai due anni fa, rinvia a un aforisma dell’ultimo Lacan: “Tutti sono folli!”. Durante le Giornate di lavoro, tale aforisma verrà dispiegato e interrogato nel concreto della nostra clinica orientata verso il reale e nella serie di follie (più o meno) contemporanee di cui si discuterà in plenaria. In tale sede verrà quindi sviluppata quella che J.-A. Miller aveva definito “una clinica universale del delirio”, che parte dal fatto che “tutti i nostri discorsi non sono che difese contro il reale”.1
Senza entrare nel dettaglio del tema del Congresso, può essere utile ricordare che l’aforisma “Tutti sono folli” proviene da un breve intervento che Lacan ha tenuto, il 10 ottobre 1978, in difesa del Dipartimento di psicoanalisi dell’Università di Vincennes. In tale occasione, Lacan ha affermato anche che “la psicoanalisi non è materia di insegnamento”.2 Sembra un paradosso ma, in realtà, questo significa che la trasmissione della psicoanalisi si realizza uno per uno, a partire dalla singolare follia di ognuno, vale a dire dal modo singolare in cui ognuno fa con il proprio godimento e, quindi, con l’inconscio reale che lo determina.
In questo numero, troverete anzitutto due brevi interviste a Christiane Alberti, Presidente dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, e a Jacques-Alain Miller, che ci orienta nella psicoanalisi lacaniana oggi: entrambi ci comunicano, ognuno a modo proprio, alcune riflessioni sul tema del Congresso.
In seguito abbiamo raccolto alcuni testi di giovani studenti degli Istituti di formazione del Campo freudiano in Italia e altri interventi, più o meno lunghi, perché, per l’appunto, la psicoanalisi risponde al e del singolare. Questo è ciò che la rende un’esperienza unica, al di fuori dall’universale che, come suggerisce Miller, è sempre fanatico.
Rete Lacan vi invita, quindi, ad iscrivervi al prossimo Congresso3, per sentire parlare delle follie, sempre al singolare.
Adele Succetti
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[1] J.-A. Miller, “Clinica ironica”, I paradigmi del godimento, Astrolabio, Roma, 2001, p. 210.
[2] J. Lacan, “Lacan pour Vincennes!”, La Psicoanalisi, n. 62, Astrolabio Editore, Roma, 2017, p. 9.



