• Area riservata
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano
  • La scuola
    • Cos’è la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
    • Consiglio di amministrazione e Direttivo
    • Incaricati di missione
    • Segreterie di Città
    • Annuario
    • Cartelli
    • Laboratori SLPcf
    • Statuti e altri testi
    • La Passe
  • Attività
    • Calendario
    • Attività in programma
    • Archivio attività locali
    • Archivio attività nazionali
    • Archivio attività internazionali
    • Archivio attività degli Istituti
    • Archivio attività dei membri
  • Orientamento Lacaniano
    • Testi fondamentali
    • Attualità teorica e clinica
    • La Scuola e la sua politica
    • Interviste
  • Pubblicazioni
  • Connessioni
    • AMP e la Scuola Una
    • Il Campo Freudiano
    • EFP Eurofederazione di Psicoanalisi
    • Radio Lacan
    • Istituti di specializzazione
    • Centro Studi
  • Shop
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Carrello Carrello
    0Carrello

La memoria in Fellini

Alessandro Siciliano, Membro sotto condizione, Bologna

_______

Molti tra i film di Fellini sono «film della memoria», riguardano cioè l’esperienza, i ricordi e gli affetti del regista, sempre rigorosamente trasfigurati, inventati, sognati. «Dal giorno in cui sono nato fino al mio primo ingresso a Cinecittà la mia vita mi pare sia stata vissuta da qualcun altro; da uno che solo a tratti, e quando meno me l’aspetto, decide all’improvviso di parteciparmi qualche frammento dei suoi ricordi. Debbo quindi ammettere che i miei film della memoria raccontano ricordi completamente inventati. E del resto che differenza fa?».1

Ma Fellini ha una sua idea precisa di memoria, sulla quale è perentorio. Non pare essere mai interessato alla verità, all’obliterazione da parte dell’Altro di un affetto, un ricordo. Racconta, in un’intervista, che la madre lo correggeva dopo la visione di alcune pellicole, dicendogli che non era mai successo che lui fosse scappato col circo, che fosse stato in collegio, «eppure io lo ricordo tanto bene… Vedi cosa significa avere una fantasia accesa».2 «Non è la memoria che domina i miei film – afferma Fellini. Dire che i miei film sono autobiografici è una disinvolta liquidazione, una classificazione sbrigativa. Io mi sono inventato quasi tutto: un’infanzia, una personalità, nostalgie, sogni, ricordi: per il piacere di poterli raccontare».3 Quella che Freud chiamava realität, la realtà psichica, viene sposata appieno da Fellini, senza riserve. La realtà cosiddetta esterna, la wirklichkeit lungi dall’essere negata, diventa «[…] degli affluenti, insostituibili certo, un enorme meraviglioso deposito da visitare, da razziare, da trasportare dentro Cinecittà, avidamente, instancabilmente».4

Vediamo dunque come il movimento di separazione dal sistema del grande Altro cinematografico sia davvero radicale: separazione dai canoni del neorealismo – cosa che gli costò in un primo tempo l’accusa di una sorta di tradimento della causa materialista e dell’impegno politico che il cinema di quegli anni doveva avere5 – e separazione, all’interno di un cinema della soggettività, dalla logica della narrazione coerente, dalla comunicazione (sta allo spettatore, semmai, rintracciare il suo proprio “comune”) e dalla mera autobiografia. Ciò che resta è una fedeltà all’impressione, alla fantasia così come si consegna al soggetto spettatore e a una memoria strutturalmente rivisitata, riformulantesi, sulla quale Fellini non può scendere a compromessi:

Noi parliamo di memoria come di un meccanismo capace di registrare nei dettagli più minuti, nei suoni più delicati, esattamente avvenimenti che sono avvenuti. Io credo prima di tutto che questa operazione è impossibile, non ci può essere questa specie di dimensione in cui tutto quanto si registra e lì rimane fisso come una specie di archivio, di biblioteca. Penso che la vera memoria sia qualche cosa che appartiene al ricordo delle cose con in più tutto quello che tu sei diventato, con i mutamenti, i cambiamenti, i punti di vista completamente rovesciati. La vera memoria è quella. Mi sembra questo il punto più delicato dell’operazione artistica, cercare proprio di capire qual è la distanza con cui le tue fantasie vogliono essere materializzate. E questo non si capisce subito, ho bisogno di un paio di settimane, ho bisogno di cominciarlo il film, di vedere la gente attorno, non soltanto gli attori, anche la troupe, di sentire proprio in che modo il film comincia a precisarsi, che tipo di simpatia avrà e da quale distanza vuole essere guardato, se vuol essere compatito, se vuol essere esaltato, se vuol essere guardato con indifferenza. È lui che richiede un certo modo di osservazione.6

Questa condizione di resa, di abbandono puro e semplice al proprio mondo interiore, che si vive quasi autonomamente, di fronte a cui l’individuo è solo spettatore e, perché no, partecipe, ma mai interprete ed esegeta, questo «amore indifferenziato e indifferente» come ebbe a dire Pasolini, costituisce lo specifico felliniano, o meglio, felliniesque, termine coniato dalla critica estera per indicare questo cinema che non ha termini di paragone che lo precedono, che è un’invenzione.

Avventurandosi nell’opera del regista riminese, specialmente nei pochi scritti, si può apprezzare bene la contaminazione, la compenetrazione tra vita e film, al punto che ne perdiamo quasi totalmente la differenza e i confini.

Tutto fa parte del film. […] non esistono condizioni ideali per la realizzazione di un film, o meglio: le condizioni sono sempre ideali, perché sono quelle che in definitiva ti hanno permesso di fare il film così come lo stai facendo; la malattia di un attore, che obbliga alla sua sostituzione, la scaltra testardaggine di un produttore, un incidente che arresta la lavorazione: non sono degli ostacoli, ma gli elementi stessi di cui il film viene via via componendosi. Ciò che è finisce sempre per prendere il sopravvento, per sostituirsi a ciò che avrebbe potuto o dovuto essere. Gli imprevisti non solo fanno parte del viaggio, ma sono il viaggio stesso. È indispensabile conservare una lucida disponibilità interiore. […] Fedeltà assoluta a ciò che vuoi fare, certo, ma anche accettazione di quanto viene via via manifestandosi, perché spesso non è che la secrezione costante di ciò che vuoi fare.7

Come non pensare qui al soggetto felice di Lacan, il soggetto che incontra la felicità dappertutto «in quanto egli deve ogni cosa solo al buon incontro, in altri termini alla fortuna, e ogni incontro gli è buono per quanto riguarda ciò che lo mantiene, vale a dire affinché si ripeta».8 La fiducia nella Cosa è totale. Sarà il film a farsi da solo e a farmi posteriormente suo regista. Da sempre il film si svolge da sé per Fellini, spettatore estatico e arreso alla potenza figurativa dei fumi del proprio desiderio. E allo stesso tempo la consapevolezza così “matura” della necessità dell’Altro, della sua partecipazione all’atto della creazione nelle varie figure di produttore, buono e cattivo consigliere, scoglio, approdo, disturbatore «contro cui crescere di tensione»:

Firmo un contratto, prendo un anticipo, poi non voglio restituirlo e mi tocca fare il film. Può sembrare una risposta che pretende di essere spiritosa… Ho bisogno di un certo obbligo di fare la cosa, quindi quando poi invoco una libertà totale sono totalmente in malafede, perché penso che una libertà totale sia estremamente pericolosa, perlomeno per certi tipi tra i quali io. Penso che ci sia bisogno di una certa delimitazione, di un certo obbligo, di un certo limite che è necessario per accumulare energia, c’è bisogno di un ostacolo contro cui crescere di tensione.9

_______

[1] F. Fellini, Fare un film, Einaudi, Torino 2015, p. 41.

[2] In Speciale: Fellini racconta, Rai, 1993.

[3] F. Fellini, op. cit., p. 168.

[4] Ivi, p. 169.

[5] «Non era certo inusuale sentire commenti del tipo: “Dov’era Zampanò mentre si combatteva la guerra partigiana?”». P. Bondanella, Il cinema di Federico Fellini (1992), Guaraldi, Rimini 1994, p. 116.

[6] F. Fellini, Settimo giorno. Amarcord con Federico Fellini (1974), in Federico Fellini. Un ritratto, RaiStoria, 2013.

[7] F. Fellini, Fare un film, cit., p. 170.

[8] J. Lacan, Televisione, in Altri scritti, testi riuniti da J.-A. Miller, a cura di A. Di Ciaccia, Einaudi, Torino 2013, p. 521.

[9] In Federico Fellini. Un ritratto, cit.

Search Search

Ultime dallo Shop

  • Ascolto. L’orecchio tagliato dello psicoanalista Ascolto. L’orecchio tagliato dello psicoanalista
  • Il suono delle sfere celesti e l'inconscio Il suono delle sfere celesti e l'inconscio
  • Dora: da Freud a Lacan. Elaborazioni "provocate" in Cartello Dora: da Freud a Lacan. Elaborazioni "provocate" in Cartello 40,00€ - 60,00€Fascia di prezzo: da 40,00€ a 60,00€
  • L' ultimissimo Lacan L' ultimissimo Lacan 25,00€ Il prezzo originale era: 25,00€.23,70€Il prezzo attuale è: 23,70€.
  • Anche i bambini hanno un'antenna L’esperienza dell’Antenne 110 Anche i bambini hanno un'antenna L’esperienza dell’Antenne 110 22,00€ Il prezzo originale era: 22,00€.20,90€Il prezzo attuale è: 20,90€.
  • La forclusione del Nome-del-Padre Il concetto e la clinica La forclusione del Nome-del-Padre Il concetto e la clinica 24,70€ Il prezzo originale era: 24,70€.23,50€Il prezzo attuale è: 23,50€.

Ultime pubblicazioni

  • Newsletter Cartello #562 Ottobre 2026 - 13:27
  • Newsletter Cartello #559 Settembre 2026 - 23:34
  • Newsletter Cartello #5423 Luglio 2026 - 23:21
  • Editoriale – Ascoltare oggi?9 Giugno 2026 - 14:56
  • Intervista a Maria Laura Tkach – Membro A.M.E. SLPcf e AMP9 Giugno 2026 - 14:55
  • L’ascolto ‘silenzioso’9 Giugno 2026 - 14:52

Scuola lacaniana di psicoanalisi

Via G. Pecchio, 12 – 20131 – Milano
Tel: 02 5412 2747
Cell: 335 687 454 8
P. IVA e C.F. 07295021005

Segreteria operativa:
segreteriaoperativa@slp-cf.it
Segreteria nazionale:
segreteria@slp-cf.it

  • La Scuola
  • Atto di fondazione
  • Consiglio di amministrazione e Direttivo
  • Annuario
  • Segreterie di Città
  • Cartelli
  • Archivio attività nazionali
  • Pubblicazioni
  • Radio Lacan
  • Shop
  • Contatti

Cerca

Search Search

Seguici

© Copyright - Scuola Lacaniana di Psicoanalisi | Privacy policy | Condizioni generali di vendita | Credits: Alessio De Feudis
Collegamento a: Il santo, l’artista, lo psicoanalista Collegamento a: Il santo, l’artista, lo psicoanalista Il santo, l’artista, lo psicoanalista Collegamento a: Arte e sublimazioni Collegamento a: Arte e sublimazioni Arte e sublimazioni
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta e chiudiImpostazioni Cookie e Privacy

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
Accetta le impostazioniNascondi solo la notifica