“Nel movimento della Storia, sogniamo di uscire, sogniamo di voltare pagina, ma non c’è una pagina che si volta, si ricomincia. E il mito dell’uscita è coerente con il mito del progresso.”
(J.-A. Miller, Pièces détachées, Cours de l’Orientation lacanienne, 1.12.2004)
In questo numero di Rete Lacan, intitolato Uscite!, troverete anzitutto un intervento di Éric Laurent che, grazie alla sua chiarezza, ci permette di avvicinarci al tema di lavoro che sarà discusso e sviluppato nel corso del XXI Convegno della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo freudiano, ovvero “Le uscite dall’analisi”, a cui ci si può ancora iscrivere ( https://www.slp-cf.it/shop/eventi/xxi-convegno-nazionale-slp-le-uscite-dallanalisi/).
Altre “uscite” (o, per meglio dire, nuovi modi di “fare con”) sono quelle che la psicoanalisi, grazie all’insegnamento di Jacques Lacan e all’orientamento di Jacques-Alain Miller, ci permette di fare rispetto al disagio della civiltà contemporanea, ormai saturo – non più di divieti e di impedimenti – ma di ingiunzioni, al consumo, al godimento, al conformismo dei significanti che circolano e a cui, a quanto pare, è difficile sottrarsi… In questo senso, Bernard Lecœur ci offre la sua lettura dell’uscita dal discorso capitalista, di cui parla Lacan nel suo intervento dal titolo “Televisione”, proponendo “la messa in comune di un uso che scarita”, affinché un legame sociale vivibile continui ad essere possibile.
Sul fronte politico e sociale, invece, i discorsi sempre più segregativi che invadono gli spazi pubblici non fanno altro che aumentare l’odio e il rifiuto dell’altro in una spirale che sta diventando irrespirabile. Cosa può la psicoanalisi in questo caso? Come uscire da questa situazione o come fare, in un modo diverso, rispetto al reale che si manifesta ormai in ogni luogo come spinta all’Uno (reazionario e impossibile)? Da un lato, come segnalava É. Laurent in un Forum che si è tenuto a Milano qualche anno fa, “la democrazia è il lutto dell’Uno”, lutto necessario per la convivenza di ognuno con gli altri, dall’altro, le istituzioni – anche quelle di cura – se soggette al discorso della scienza e alle sue esigenze, non possono far altro che espellere il soggetto in nome dell’Uno della redditività. La psicoanalisi può indicare, orientare verso un modo diverso di fare spazio all’altro e, quindi, al soggetto. Alcuni contributi presenti in questo numero lo testimoniano.
Ultima uscita: con il presente numero la redazione di Rete Lacan esce di scena; ha terminato il tempo del proprio lavoro e ringrazia vivamente quanti, in questi due anni, hanno inviato i loro contributi come pure i numerosi lettori, la cui curiosità speriamo di aver almeno in parte risvegliato. Una nuova redazione prenderà il testimone dal prossimo giugno e continuerà questa avventura, nata nel 2021, sicuramente inventando del nuovo.
Adele Succetti



