Aurora Mastroleo, Membro SLP e AMP, Milano, 30 aprile 2024
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Assodato che la democrazia non ci interessa come ideale, semmai ci interessa come significante fondamentale della psicoanalisi, da tempo nell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi constatiamo che essa costituisce la condizione di esistenza della psicoanalisi stessa. A partire da ciò scaturisce il lavoro dell’Osservatorio politico Zadig DDD – Difesa della Democrazia (costituitosi agli albori dell’attuale governo) e, più in generale, il coinvolgimento degli analisti alle battaglie in difesa dei principi democratici.
Interrogare la possibile uscita dalla democrazia non c’entra con il posizionamento partitico, non c’entra nemmeno con le opinioni, quanto con l’esigenza di mantener viva l’attenzione necessaria ad un chiaro posizionamento contro il fascismo, cioè quel sistema che oggi si intende riabilitare, volto ad escludere qualsivoglia apertura all’etheros e alla complessità delle letture ed opinioni politiche. Già Lacan nel 1946 definiva gli alleati dei fascisti italiani, cioè i nazisti: “nemici del genere umano”1 per il loro ambire ad un universale umano a costo della sistematica distruzione degli avversari e, oggi, l’ondata di manomissione storica a cui stiamo assistendo – enfatizzata dalla ricorrenza del 25 Aprile italiano – non dovrebbe farlo dimenticare.
Utile anche ricordare che l’ascesa fascista e la violenza del ventennio, non sono sortite dal contagio di massa di una scarsa magnanimità ed empatia verso le minoranze, ma sono state determinate da un passaggio all’atto di Stato reso possibile, oltre che dal consenso dei “fratelli” fascisti, da un più ampio e diffuso lasciar correre… dall’accidia? Non quella dantesca, ma quella lacaniana: costituita da “i più fiacchi cedimenti della coscienza”, coalizzati con “le potenze oscure del superio”2.
Oggi, quindi, non si tratta di addentrarsi in raffinate indagini circa le possibili articolazioni tra le attuali forme di degradazione democratica, di democratura, e la trasmissione della psicoanalisi, quanto, piuttosto, di prendere atto della progressiva fascistizzazione del nostro Paese, già in essere, ed interrogarne fino in fondo le possibili conseguenze per la psicoanalisi.
Siamo sulla soglia …
Risuona l’interrogativo con cui il 21 giugno del 1972 Lacan concludeva il suo seminario: “Ma io vi chiedo: al punto della civiltà a cui siamo arrivati, di chi siamo fratelli?”3
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[1] J. Lacan, “Discorso sulla causalità psichica”, in Scritti, Einaudi, Torino, 2002, vol. 1, p. 145.
[2] J. Lacan, “La psichiatria inglese e la guerra”, in Altri Scritti, Einaudi, Torino, 2013, p. 119.
[3] J. Lacan, Il Seminario. Libro XIX …o peggio, Einaudi, Torino, 2020, p. 232.



