Monica Vacca– membro SLPcf e AMP
Ancora sull’amore, sì, certo. L’amore, croce e delizia dell’essere parlante. Per amore si vive, si soffre sino a morire o sino a uccidere. Le parole d’amore si bramano, le lettere d’amore si scrivono… e talvolta si superano i limiti, le concessioni in attesa di un segno d’amore.
Nel 1972, Jacques Lacan afferma che il discorso capitalista “lascia da parte le cose dell’amore” e al contempo mette in luce gli effetti del rigetto della castrazione. discorso capitalista colma con la serie degli oggetti il vuoto vitale al cuore del parlessere. Oggi ne possiamo cogliere le conseguenze… Freud orientato dall’Edipo mostra che l’amore non solo è narcisistico, ma è anche ripetizione, è ricerca incessante dell’oggetto, del primo amore perduto. Lacan, invece, va al di là dell’Edipo ed evidenzia un’altra faccia dell’amore: l’invenzione, l’elaborazione di sapere, un modo di andare verso l’oggetto a attraverso l’Altro del significante. Per dirla con Jacques-Alain Miller, nell’esperienza analitica si cura l’amore ripetizione per approdare al non c’è Altro dell’Altro. L’incontro con S(Ⱥ) apre la via all’invenzione, a un amore nuovo, più degno, inedito.
Parole chiave: amore, ripetizione, invenzione



