Ricardo Seldes A.M.E., membro EOL e AMP
- Un sapere sotto un velo
Ringrazio la Presidente della SLPcf, Amelia Barbui, per questo invito che mi entusiasma; per la sottigliezza dei dettagli elaborati; ringrazio anche la mia amica Loretta Biondi per avermi richiesto di dire in quindici minuti qualcosa dei lavori sui cartelli, partendo dal fatto che c’è il godimento dell’Uno.
È vero che il superio dell’epoca impone di godere, ma lo stesso Lacan sottolinea che si tratta di un mandato impossibile. Alcuni soggetti suppongono, credono, di essere loro stessi a renderlo impossibile. Sebbene si tratti di un’epoca dominata dalla mancanza di pudore, del mostrare tutto, c’è qualcosa che rimane segreto? Quali invenzioni sostengono la pratica del sesso, nella misura in cui possiamo sostenere che si tratta di un segreto che vale tanto per chi lo pratica quanto per chi non lo pratica? Cosa aggiungeremo ora sulla pratica analitica con soggetti nevrotici, che, come ha ricordato Dalila Arpin alla fine dello scorso Congresso AMP[1], evitano l’incontro con l’Altro sesso?
È ben nota la difficoltà del fobico di disporsi all’Altro, così come è noto il piacere dell’isterico di raccontare le sue avventure alle amiche invece di viverle, per non parlare della confusione dell’ossessivo, infastidito dai suoi infiniti dubbi.
In fondo, dice Jacques Lacan, l’unica stanza dove si arriva, ma non succede nulla, dove l’atto sessuale si presenta come una forclusione, è lo studio dell’analista.
Jean-Pierre Deffieux ha sottolineato quanto segue: «i molteplici oggetti, i multipli oggetti a, permettono di sfuggire al disagio reale dell’organo e di credere così nel rapporto sessuale»[2].
Il porno, per esempio, mostra in modo banale ed eccessivo ciò che la dignità del barocco velava, nonostante la sua esibizione di corpi godenti. Seguendo le tracce lasciate dai trovatori abbiamo alcune chiavi nei testi che sono rimasti con le loro parole. Il segreto è una di queste, perché si tratta di un sapere che non viene esposto, è un sapere sotto un velo.
Jorge Luis Borges lo dice molto meglio di noi in La setta della fenice, mentre Lacan lo riferirà alla sua clinica: «uno degli scopi del silenzio che costituisce la regola del mio ascolto è proprio quello di tacere l’amore. Non tradirò dunque i loro segreti triviali e impareggiabili»[3]. Per quanto riguarda l’abuso di sostanze stupefacenti e del consumo di rapporto sessuali, essi possono diventare il tentativo del soggetto contemporaneo di rispondere alla condizione radicale dell’essere parlante di fronte al non c’è rapporto sessuale. Si tratta di agganciare un po’ di godimento all’Altro del simbolico. Sto parlando di cose che ho letto nei nove lavori[4]. La castrazione tanto evitata ritorna necessariamente nel reale del corpo. Lacan ci dice che solo i significanti copulano tra loro, nell’inconscio, come sottolinea uno dei lavori presentati. C’è una relazione sessuale tra i significanti, un intreccio tra godimento e senso, per questo sono tutti pazzi. Invece non c’è relazione tra i diversi uno.
Cosa proponiamo in linea di principio di fronte all’eccessivo esibizionismo banale? Misterizzare il discorso. Trovo magnifico questo neologismo: cercare di passare attraverso il discorso isterico che non è altro che il discorso dell’analizzante. Il discorso isterico in che relazione è con il godimento? Con il sapere? Il godimento dell’Altro è un’articolazione logica poiché l’Altro non esiste. È l’intervento del significante che lo fa emergere come campo. Il sistema in sé non ha bisogno di senso, del mondo del senso. Ma noi, con la nostra debolezza mentale, lo cerchiamo ovunque. La relazione primaria tra il sapere e il godimento rimane legata al momento dell’emergere del significante.
- L’orso e la balena
Parliamo, allora, della congiunzione di un godimento opaco, privilegiato, che è quel godimento sessuale misterioso. Lacan sostiene che è S1 che si ripete davanti a S2, il sapere ripreso. Nella pratica analitica non si tratta in alcun modo di rivelare il senso sessuale dei sintomi, ma di cogliere che i sintomi esistono perché qualcosa nella sessualità umana non va bene. Ci sono continui malintesi. Si tratta di far parlare il soggetto orientandolo verso quel sapere che si produrrà all’interno dell’analisi, dove emergono fenomeni di godimento che, in quanto tali, sono insensati. Solo la nostra debolezza mentale ci fa alienare dall’Altro per capire qualcosa di quei fenomeni del corpo che sono i sintomi quando non sono rivolti a nessuno, né vogliono dire nulla. Il godimento è proprio del corpo in quanto tale, un fenomeno del corpo. Si gode, gode di se stesso, è ciò che chiamiamo autoerotismo. È ciò che il discorso dell’analista fornirà ai soggetti che arrivano in consultazione quando soffrono dell’incidenza del linguaggio e della parola. La questione della segregazione prodotta dal discorso capitalista, che perfora ogni sapere per escludere il soggetto, segnala l’approfondimento dell’odio che il godimento dell’Altro produce e, se si considerano l’uomo e la donna come razze diverse, si può ottenere un dire, come direbbe l’orso della balena o la balena dell’orso: i maschi non capiscono le donne. L’analizzante in questione, in uno dei lavori, dice che non capisce, non capisce cosa voglia un ragazzo e cosa accada con questi ragazzi. Si ripete sempre la stessa cosa: dicono che da sempre gli sei piaciuta ma poi…
Confrontata al trauma del non rapporto, l’isterica vive sulla propria pelle il conflitto che la divide da un lato come oggetto di seduzione, posizione di cui è incapace di godere, e dall’altro la vede apostola di un amore militante, martire della mancanza dell’Altro. Madri, padri, figli: invenzioni di una risposta che non esiste all’assenza di rapporto sessuale. Se l’amore sostituisce l’assenza di rapporto sessuale, quando si tratta dei legami familiari cosa permette al godimento di accedere al desiderio? Qual è il modo in cui i nevrotici fanno l’amore? Ricordiamo che si sogna la perversione che, secondo Sigmund Freud, in quanto polimorfa è caratteristica della sessualità infantile. Senza questo sogno o fantasma, in Ancora[5] Lacan si chiederà come si può altrimenti raggiungere il proprio partner? Ogni parlêtre ha un corpo, anche Pinocchio, da cui proviene il suo immaginario. Tutti sono nati al lignaggio generazionale e sono nati dalla follia che si chiama amore. In nome di che cosa si fa l’amore?
- Tra luci e ombre
Freud ha messo in evidenza che i lapsus hanno a che fare con la sessualità. Per Freud l’inconscio è qualcosa che si trova sempre tra luci e ombre e che può tradire il soggetto nel momento più inaspettato. Per Freud non esiste lapsus che non abbia un senso, e quel senso, quando viene portato al limite, si iscrive sempre nel registro della sessualità. Il sessuale in Freud non è un tema, è la legge stessa della significazione inconscia. Se il senso del lapsus è sempre sessuale non è perché tutto parla di sesso, ma perché il sessuale, come segno della mancanza, è la logica dell’inconscio. Il lapsus finirebbe per essere un evento del linguaggio che tocca il corpo. Il presunto errore non rivela un desiderio, ma lo produce come residuo di godimento. Per questo in Ancora Lacan afferma che l’inconscio è strutturato come un linguaggio ma il godimento non si lascia catturare dal senso. Gli sforzi del parlêtre di dare senso alla relazione sessuale si riducono a una formidabile proliferazione di parole, di lettere, di lettere d’amore, se è il caso, tutta una serie di cose che non sono strettamente fondate su nulla se non sul fantasma, cioè ciò che suscita il godimento.
Lacan cerca di precisare e restringere il concetto di sessualità per dire che la sessualità è essenzialmente la relazione di un sesso con l’altro, un essere sessuato con un altro essere sessuato. Ciò che aggiunge al concetto freudiano di sessualità è che si tratta di una relazione. Entra in tensione con il godimento che, in quanto tale, non è relazione; è la negazione della relazione. Il godimento in quanto tale non apre all’Altro, è autistico. Dall’altra parte abbiamo l’amore, che è all’origine del legame sociale. Il godimento non apre all’Altro. In definitiva il godimento è ciò che rende problematico lo status dell’Altro semplicemente perché il godimento come sostanza non crea relazione. È quindi il godimento che ostacola la relazione sessuale? Miller conclude: il godimento in quanto tale non è una relazione con qualcos’altro ma il brivido della sostanza.
Il godimento non si addice alla relazione sessuale. Allora cosa fanno di questo gli uomini e le donne? In che modo riescono a unirsi, a separarsi, ad amarsi e odiarsi, ad amarsi follemente, teneramente, perversamente? Come affrontare ciò che non c’è, come trattarlo nell’analisi? Lacan ha fatto una confessione nella conferenza all’Università di Yale negli Stati Uniti, ha parlato del suo desiderio di diventare medico e dice: «è certo che sono arrivato alla medicina perché sospettavo che la relazione tra uomo e donna giocasse un ruolo determinante nei sintomi degli essere umani»[6].
Cosa c’è di più imbarazzante per un uomo del corpo di una donna?
Questo è ciò che mi hanno ispirato questi nove eccellenti lavori che sono di per sé un invito all’evento maggiore che faremo la prossima primavera a Parigi, con la partecipazione di tutti voi e noi.
Tante grazie.
Trascrizione di Omar Battisti
Rilettura di Marianna Matteoni
* C’è, non c’è. I Cartelli verso il Congresso, evento in preparazione al XV Congresso AMP, presso la sede SLPcf, 19 ottobre 2025, Milano.
[1] D. Arpin, Non c’è rapporto sessuale, “Rete Lacan”, 65, consultabile al seguente indirizzo: https://www.slp-cf.it/pubblicazioni/rete-lacan/rete-lacan-n65-21-aprile-2024/
[2] J.-P. Deffieux, Non c’è rapporto sessuale, “Rete Lacan”, 65.
[3] J. Lacan, Discorso ai cattolici [1960], in Dei Nomi-del-Padre seguito da Il trionfo della religione, a cura di A. Di Ciaccia, Torino, Einaudi, 2006, p. 66.
[4] I testi presentati durante l’evento.
[5] J. Lacan, Il Seminario, Libro XX, Ancora [1972-1973], a cura di A. Di Ciaccia, Torino, Einaudi, 2011.
[6] J. Lacan, Yale University, Kanzer Seminar 24 novembre 1975, in Scilicet 6/7, Paris, Edition du Seuil, 1976, p. 16.


