Giuseppe Oreste Pozzi, Membro AME SLP e AMP
Milano, 27/10/2022

Testo redatto a partire dall’incontro di presentazione del libro Generazione Dad a Cesenatico avvenuta il 18 ottobre 2022 [NdR].

«Il mondo si regge sul respiro ed il sorriso dei bimbi che studiano»1 un respiro al ritmo del creato ed il sorriso dei colori che lo dipingono, della poesia che si svela al bimbo ricercatore, vivo, curioso, creativo. Quel respiro che il Covid, la guerra e la storia continuano a sottrarci per ributtare, anche i bambini, nella paura/angoscia o nella spavalderia. Famiglie e Scuole sono luoghi elettivi per trovare un posto nel mondo. Il primo sorriso è già un effetto della fiducia anticipata per un ritrovamento miracoloso di incontro e annodamento reciproco tra adulti e piccini. Questo sorriso di bimbo è da intendere come una vera chiamata2 alla funzione ed al ruolo profetico dell’adulto perché acconsenta non solo ad offrirgli uno spazio, ma a donargli un posto e farlo sentire accolto. Un sorriso che tende spesso a spegnersi, dichiarando i rischi di un clamoroso fallimento di questo incontro. Il miracolo della vita è a rischio? La scienza, il luogo a cui affidiamo la nostra vita, ha mostrato e mostra il suo limite strutturale rispetto alla verità della realtà che dice di voler e poter controllare. Un limite a volte oscurato e coperto dal narcisismo di scienziati interessati ad essere opinionisti e di spettatori che vogliono illudersi, come nell’Elisir d’Amore di Gaetano Donizzetti? Abbiamo incontrato, in effetti, una dimostrazione concreta che sapere non è conoscere. Esibire saperi non è testimoniare conoscenza. Da una parte il potere potente del godimento narcisistico dello sguardo panoptico, dall’altra la fatica ma anche il piacere del lavoro dell’ascolto e della ricerca esistenziale continua. Ci sono battaglie che vale la pena combattere, tra queste: Non confondere il sapere con la conoscenza; riconoscere, rispettare e valorizzare le passioni e le competenze del soggetto. Sono guerre da combattere con sé stessi! Quando l’interesse per la verità diventa gioco sarcastico tra opinionisti, la guerra tra narcisismi impera e l’ideologia come dogma dilaga nella quotidianità il potere assurge ad idolo e la falsa volontà di potenza è supposta “divina”. Il sapere diventa segregante, mortificante, umiliante e la pulsione di morte impera. Il so di non sapere di Socrate o il non so di sapere di Freud non sono mai stati asserviti al potere e, per questo, sono il sale della conoscenza. Insegnano a saperci fare con il buco di sapere, sempre presente in ogni sapere umano. Un sapere pieno è segregante mentre un sapere mancante costruisce legami. Il sapere della scienza supposto completo, esclude. La conoscenza ha un suo sapore desiderante perché implica un vuoto di sapere che mobilita la passione per il sapere che costruisce legami simbolici. L’annodamento tra educazione ed istruzione passa da questa opzione sostenuta dalla passione del docente e del genitore capaci di adottare il ragazzo/scolaro per fargli cogliere il sapore della passione per il sapere. L’Italia, con il suo antico carico di valori artistici e culturali potrebbe rilanciare il piacere della ricerca nella scienza e nell’arte, ma sembra soggiogata ed ipnotizzata dall’illusione del potere dei saperi. Un potere illusorio e diagnosticato da anni, nel rapporto Censis, nel suo limite sintomatico. A proposito di saperi segreganti, nel 2021, l’Italia è definita per il suo rapporto con l’irrazionale3: c’è chi crede ancora che la terra sia piatta, che nessuno sia mai sbarcato sulla luna etc.: «Dalla medicina alla tecnologia, nulla sfugge al tritacarne dell’irrazionale, che si ritaglia uno spazio non modesto nel discorso pubblico, conquistando i vertici dei “treding topic” nei social network, scalando le classifiche di vendita dei libri, occupando le ribalte televisive, orientando le posizioni e i comportamenti di molte persone». Altri sintomi gravi ed evidenti sono i suicidi giovanili. Non serve guardarsi indietro per consolarci nella nobiltà delle nostre radici. Occorre rappresentarsi e sognare la domanda di futuro per incontrare l’incognita del domani. Due illusioni del nostro tempo minano il futuro in famiglia ed a scuola: pensare che il denaro e gli incentivi economici possano comprare le cose più importanti4 degradando, a livello di interessi anche le passioni umane; pensare che la scuola debba premiare il merito confondendolo con il talento dei ragazzi invece di favorirne l’inclusione e premiare il merito e la passione degli insegnanti. La scuola della sola valutazione usa una moneta di scambio tra competenze e voti confondendo merito e talento. Eliminare le passioni nelle scuole significa togliere il sapore all’esistenza umana. Non c’è bisogno di evocare Matrix5 per cogliere la seduzione e la vertigine che, l’intervenire sulla realtà per modificarla e dominarla a proprio piacimento, evoca. È così che, la post modernità, cerca di impedire il miracolo dell’incontro tra soggetti mentre ci spinge a volerlo in nome di un “nuovo ordine mondiale” ora si dice.  In questo ordine mondiale non c’è posto per le passioni ma non c’è posto neppure per il riso, per la gioia, per il respiro dei bimbi che studiano.

[1] Ebraismo a fumetti, Giuntina ed. pag. 66.

[2] Da considerarsi come la chiamata di Yahweh ai suoi profeti. Con il suo sorriso il bambino chiama ad essere padre e profeta.

[3] 55° rapporto Censis: La società irrazionale. Gli italiani e l’irrazionale, anno 2021.

[4] Albert Otto Hirschman (1977), Le passioni e gli interessi. Argomenti politici in favore del capitalismo prima del suo trionfo, Feltrinelli, Milano 1993.

[5] Alessandra Zavoli, Ma la scienza cammini sempre accanto all’etica, in Avvenire, giovedì 13/10/2022, Idee e Commenti, p. 3. Un Team di ricercatori di Tolosa che sta lavorando ad una pillola capace di cancellare i brutti ricordi: “Basaglia ammoniva che non serve scatenare una caccia all’incubo per esorcizzarlo cancellandone il ricordo. Sarebbe come ingoiare una pillola dell’oblio. Al contrario. Va affrontato venendone a patti”.