Il titolo di questo libro raccoglie la tesi di Lacan della donna come non tutta in rapporto ai principi con cui il simbolico opera sul singolo individuo, all’Edipo, alla castrazione, al godimento che governa l’incontro tra i sessi secondo la tensione alla complementarità, al fare corpo unico dell’amore. La serie infinita dell’una per una risponde al vuoto di essere della femminilità, che Lacan trasforma spostandolo dal piano della mancanza, del deficit fallico, a quello della creazione a partire dal nulla, dell’invenzione del proprio modo di essere, che non è già previsto, mutuabile da una batteria simbolica già pronta, o preparata dalla trasmissione. Tale logica del non tutto è una risorsa per la donna, ma anche un’opportunità per le impasse che la società contemporanea attraversa nella crisi che colpisce gli ideali collettivi, nella parcellizzazione dei punti di riferimento, degli stili di vita…Una femminizzazione del sociale è in atto, nella sospensione delle certezze e nella ricerca di soluzioni al disagio che risultino da una trovata particolare a ciascuno, e non dall’effimero della parola d’ordine. La maniera con cui è composto questo testo collettivo si ispira proprio alla logica del non tutto, e non potrebbe essere altrimenti, dato l’argomento. I contributi vi si succedono secondo una serie aperta, che non si vuole esaustiva di un tutto che intrappoli, faccia quadrato attorno a una presunta essenza della femminilità. Piuttosto, ne risultano diversi registri della femminilità, diverse sfaccettature che non compongono un’immagine unitaria, ma si configurano come uno specchio infranto che restituisce solo frammenti e non la rappresentazione intera.