Il prof. Ugo Perone (già Professore Ordinario presso la cattedra di Filosofia Morale dell’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, vice rettore per le relazioni internazionali e direttore del Dipartimento di Studi Umanistici nella stessa Università, dal 2013 Guardini Professor, Humboldt Universität), che interverrà al Forum Europeo di Torino, in Filosofia e spazio pubblico (a cura di U. Perone, il Mulino, Bologna 2012, pp. 10-11), scrive:

“… il politico non esiste. Esistono la vita, individuale e collettiva; esiste la natura con la sua ciclicità inesorabile; esiste il mondo, intreccio (cieco o astuto) delle azioni, dei conflitti e delle visioni che diventeranno storia; ma il politico non esiste. Se non come un’invenzione: l’invenzione di uno spazio specifico della relazione che intercetta la vita, che modifica la natura ed è una curvatura del mondo….Peraltro l’invenzione non crea, ma, giusta la sua etimologia, trova; trova, tuttavia, solo perché immaginativamente ha dato vita a un’inedita forma di inquadramento della realtà, che nel nostro caso proponiamo appunto di chiamare spazio pubblico. «Lo spazio pubblico è l’elaborazione culturale e progettuale di una modalità d’essere degli uomini in cui essi tentano di coniugare le loro relazioni in modo che queste non abbiano la forma della pura esteriorità… Il politico, come lo intendiamo, non sono né le leggi dell’agire in comune, né l’intero dell’esistenza umana. Esso è l’apertura di un modo possibile di fare mondo: un modo di vivere, interpretare e regolare le relazioni collettive, situandole entro uno spazio e un tempo comuni. Lo spazio pubblico apre la forma trascendentale del politico. Il politico, insomma, definisce una specifica modalità del nostro essere al mondo».